Dopo 10 anni di onorato servizio, Windows 7, il diffusissimo sistema operativo di Microsoft lanciato sul mercato nel 2009, sta per terminare la sua corsa.


Cosa devono aspettarsi utenti e aziende?

Il 14 gennaio 2020 è una data importante per gli utenti di Windows in tutto il mondo.

Secondo quanto annunciato da Microsoft , in quel giorno terminerà il supporto agli utenti di Windows 7.

Quali saranno le conseguenze e come prepararsi al meglio in azienda? Abbiamo provato a fare un po’ di ordine tra le notizie e i rumor che si avvicendano sull’imminente scadenza di gennaio.


Windows 7 fine supporto: cosa cambia?

La strategia di Microsoft di non rilasciare nuove versioni dopo Windows 10 se non con aggiornamenti periodici costanti in ottica “as a service” è probabilmente una delle cause che ha portato alla ‘morte’ di Windows 7. Dal gennaio 2020 Microsoft, infatti non rilascerà più aggiornamenti per la sicurezza e la compatibilità del vecchio sistema operativo e non fornirà più supporto se non agli utenti pro ed enterprise che pagheranno per ogni postazione di lavoro.

La decisione avrà un forte impatto su diverse migliaia di PC in tutto il mondo: si stima infatti che il 39% degli utenti Microsoft utilizzi ancora Windows 7 sulle proprie macchine. E la realtà delle aziende non è da considerare molto diversa.

Certamente, chi avrà ancora Windows 7 installato a gennaio sulle proprie macchine potrà continuare ad utilizzarlo ma assumendosene consapevolmente numerosi rischi. Un esempio noto è quello delle imprese che hanno subito gli attacchi informatici di Wannacry nel 2017 perché utilizzavano pc con una versione di Windows XP non aggiornata.

Senza le patch e gli aggiornamenti per la sicurezza che termineranno con l’end of life del sistema operativo, le macchine saranno esposte a tutte le nuove minacce, malware e ransomware con il rischio di incorrere nel tanto temuto data breach.

Inoltre, l’utilizzo di pc con hardware obsoleto può creare problemi di compatibilità e, quindi, di agilità alla propria forza lavoro.

Naturalmente non è pensabile migrare subito tutte le macchine a Windows 10, specialmente quelle legate ad ambienti di produzione, con software proprietari sviluppati per il SO Windows 7 o precedenti. Anche per questo è necessario fare un assessment di tutti i dispositivi e delle reali esigenze della propria azienda.


Quanto costerà aggiornare Windows 7 dopo il 2020?

L’extended support per Windows 7 sarà disponibile ma solo per i clienti con licenze Professional ed Enterprise e il costo raddoppierà su base annuale. Per il primo anno (gennaio 2020-21), ad esempio, chi possiede Windows Enterprise dovrebbe pagare 25 dollari per ogni dispositivo, fino ad arrivare a una tariffa di 100 dollari nel terzo anno.


Migrazione a Windows 10: come affrontarla?

Ci sono diversi fattori da considerare prima di migrare la propria azienda al nuovo SO: dalla compatibilità degli applicativi con Windows 10 ai tempi di installazione, backup, passaggio dati e configurazione del dispositivo. Dipende molto anche dal tipo di installazione che si vuole applicare: se procedere con un in-place upgrade o tramite installazione ex-novo oppure con un refresh del proprio parco pc.


E per i server?

Analogo discorso deve essere affrontato anche per la Windows Server 2008 R2 che subirà la stessa sorte del SO client suo coetaneo, ma in questo caso la migrazione a soluzioni più moderne dovrà necessariamente passare per una verifica hardware e software decisamente più impegnativa.


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